venerdì 19 marzo 2010

Gli alunni del Mestica per una grande giornata di volontariato ambientale


Sabato 20 marzo alle ore 11.45 cinque classi della Scuola Primaria Mestica dell'Istituto Comprensivo “Lorenzo Lotto” organizzeranno: la rimessa a nuovo di vasi e aiuole del giardino antistante la scuola; la piantumazione a tema dei vasi (ogni classe gestisce un vaso); la festa della piantumazione con invito alle famiglie degli alunni; recitazione di poesie e canti.

I 105 alunni e gli insegnanti che hanno aderito alla campagna di Legambiente Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite renderanno più piacevoli e sicuri gli spazi che quotidianamente frequentano per una scuola più bella e più vivibile sotto tutti gli aspetti.

La campagna di Legambiente Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite, giunta alla sua dodicesima edizione, ha visto anche quest’anno una grandissima mobilitazione volontaria di alunni, insegnanti e genitori che vogliono prendere parte al processo di innovazione del sistema scolastico al quale tutti hanno il diritto di partecipare. La scuola mostra in questa partecipatissima campagna uno dei suoi aspetti migliori: essere un luogo che genera cittadinanza e che ha bisogno dell’impegno attivo dei cittadini per essere migliorata.

“Nontiscordardimé è una giornata di cittadinanza attiva all’insegna della partecipazione e del divertimento” ha dichiarato Vincenzo Russo presidente del Circolo Legambiente “Azzaruolo” di Jesi“ e l'impegno degli alunni, degli insegnanti e dei dirigenti scolastici ci fa ben sperare per il nostro futuro”.

venerdì 15 gennaio 2010

Forum Civico su riconversione Eridania Sadam


Documento approvato dal Direttivo del Circolo Legambiente Azzaruolo di Jesi sul piano di riconversione industriale Eridania Sadam da presentare al forum civico del 12 gennaio p.v.

Il progetto riconversione produttiva per l'ex-zuccherificio di Jesi della Eridania Sadam presenta a nostro giudizio alcuni aspetti fortemente critici che non ne permettono l'accoglimento.

In particolare essi riguardano la centrale termoelettrica.
Le ragioni che ci fanno dire no a questo progetto sono fondamentalmente due:
• la prima ragione è che il progetto non risponde ai requisiti richiesti dal Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che nel suo terzo asse prevede la produzione di energia elettrica ed energia termica con impianti distribuiti sul territorio. Ovvero impianti localizzati nei bacini di utenza sia nelle valli marchigiane e lungo la fascia costiera con particolare riferimento ai sistemi distrettuali delle imprese.
Nel nostro caso andremmo ad installare un ulteriore fonte di produzione in un area dove è già concentrata circa 86% dell'energia elettrica prodotta nella regione.

Il PEAR, approvato dal consiglio regionale il 16 febbraio 2005, prevede l’azzeramento al 2015 del deficit elettrico attraverso misure di risparmio e l'utilizzo di fonti alternative e la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera così come previsto dall'Unione Europea e dal protocollo di Kyoto.
E l'applicazione rendà il sistema economico marchigiano più competitivo.

Il PEAR prevede, inoltre, l'installazione di piccoli impianti a biomasse che utilizzino prodotti derivanti dalla manutenzione del nostro patrimonio boschivo, dall'utilizzo della rotazione in agricoltura e da altro.
La stessa giunta regionale in data 11 novembre 2010 ha approvato nella finanziaria 2010 la norma che conferma questo indirizzo. Essa precisamente recita: “per gli impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da biomasse da autorizzare nel territorio regionale devono possedere le seguenti caratteristiche:
a) capacita di generazione non superiore a 5 MW termici;
b) autosufficienza produttiva mediante utilizzo di biomasse locali o reperibili in ambito regionale;
c) utilizzo del calore di processo in modo da evitarne la dispersione nell'ambiente”.
Il Circolo Legambiente Azzaruolo ritiene che l'utilizzo di materie prime prime di provenienza locale e l'impiego del vapore prodotto, attraverso impianti di coogenerazione è un una condizione imprescindibile per l'autorizzazione di questi impianti.
Di contro nella lettera del 4 agosto 2009 Eridania Sadam dichiara una disponibilità locale di olio combustibile che rappresenta solamente il 30-40% del consumo della centrale a biomassa.

• la seconda ragione per cui siamo fortemente critici a questo progetto è che esso va a collocarsi in un Area definita dalla regione Marche ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) per le problematiche ambientali esistenti che sono riconducibili alla presenza di attività industriali, di grandi infrastrutture di trasporto ed insediamenti civili. In quest'area la legge prevede l'attuazione di piani di risanamento atti ad eliminare gli squilibri ambientali, promuovere lo sviluppo sostenibile dei settori produttivi e l'utilizzo delle migliori tecnologie per eliminazione o riduzione dell’inquinamento.

I quest'area i livelli di inquinamento hanno già superato i valori previsti dalla legge.
Il valore delle PM10 giornaliero a Jesi nel 2009 ha avuto 69 sforamenti contro il limite dei 35 e l'autorizzazione dell'impianto a biomassa impianto andrà ad appesantire questa situazione già compromessa.

Il Circolo Legambiente Azzaruolo ritiene, inoltre, che il piano di riconversione industriale è per legge sottoposto all'applicazione delle BAT (cioè delle migliori tecnologie disponibile) in ogni caso e non frutto di una scelta della proprietà, vedi la normativa regionale sulle Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (deliberazione legislativa approvata dal consiglio regionale nella seduta del 31 marzo 2004, n. 186) e la Sentenza della CORTE DI CASSAZIONE n. 38.297 del 29 settembre 2004.

La nostra posizione su questo piano di riconversione è accompagnata anche da una presa d'atto della necessità, non più rinviabile, di dare risposte industriali e produttive certe e rapide ai dipendenti del ex-zuccherificio.

venerdì 16 ottobre 2009

Operazione Chernobyl 2009



Giovedì 15 ottobre, al termine della loro permanenza in Italia ITALCOOK Jesi (Scuola Internazionale di Cucina) ha ospitato a pranzo la delegazione Bielorussa del progetto “Chernobyl”, promosso dal Circolo Legambiente “Azzaruolo” di Jesi. Al pranzo di saluto preparato dai cuochi internazionali della scuola di cucina hanno partecipato il Sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi e l'assessore all'ambiente Gilberto Maiolatesi, per la provincia di Ancona l'assessore alle politiche sociali e della migrazione Gianni Fiorentini ed il presidente di ITALCOOK Sandro Sbarbati.
Dopo 20 giorni termina l'esperienza formativa presso l'Asur n.5 di Jesi per il simpatico primario chirurgo dr. Leanid Duhin e per l'infermiera esperta di rianimazione Ina Sharayeva dell'Ospedale di Vetka. L'esperinza formativa è stata guidata dal dr. Franco Iantosca, che già nel 2008 era stato inviato dall'Asur n.5 per due settimane a Vetka, con la supervisione del Dir. Sanitario Virginia Fedele e del Dirig. Gen. Ciro Mingione.
In questo breve periodo il dr. Leanid e l'infermiera esperta di rianimazione Ina hanno visitato gran parte dei reparti del nostro Ospedale: dalle sale chirurgiche; alla rianimazione; alla diagnostica accolti dal nostro personale medico e paramedico con solidarietà ed amicizia, comprendendo appieno il desiderio formativo di questi operatori sanitari di frontiera.
E' stato, inoltre, interessante osservare la loro disinvoltura in camice bianco, con la sola aggiunta del cartellino identificativo con la bandierina Bielorussa, aggirarsi nelle corsie, presenziare alle operazioni chirurgiche ed alle visite specialistiche, interferendo con competente dialogo specialistico con i primari di reparto.
“Notevoli sono le differenze delle due realtà ospedaliere” ha dichiarato il primario chirurgo dr. Leanid Duhin “in particolare per i pochi mezzi a disposizione che abbiamo in Biellorussia. Sono molto soddisfatto dell'esperienza e sono stato fortemente impressionati dalla concreta operatività e competenza delle vostre strutture ospedaliere”.
La zona di Vetka, dove opera i due sanitari, risulta la più colpita dal tragico incidente nucleare del 1986 e le patologie più disparate spesso sono generate dalle radiazioni ancora presenti sul martoriato territorio Bielorusso. Attualmente nelle zone contaminate dalle radiazioni risiedono circa 1,4 milioni di persone, di cui 260 mila bambini.
Il progetto “Chernobyl - Oltre l'accoglienza” è sostenuto da: Regione Marche; Provincia di Ancona; Comune di Jesi (assessore all'Ambiente ed assessore al Turismo); Comune di Monsano; ASUR n5; Vigili del Fuoco di Jesi e di Ancona; Fondazione Premio Vallesina; ANPI; UNIRR; Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi; Banca Popolare di Ancona; Unipol Jesi di Corsetti e Ragni; Istituto Istruzione Superiore Volterra-Elia; ITALCOOK - Master Italian Cooking; CNA; Ristoranti: Da Pepito; Mynonna e Paradise; Conero bus; Sogenus; Multiservizi spa; Automoda; Effe Auto; Arcadia