mercoledì 14 gennaio 2009

convocazione assemblea


Cara socia\Caro socio,
alla base di tutte le nostre battaglie quotidiane c'è la convinzione che la società moderna e il suo sviluppo sostenibile si fondano sui principi di qualità, partecipazione, dialogo e condivisione.
Tutte le nostre iniziative sono volte a rendere più vivibile l'ambiente in cui viviamo, a sensibilizzare e infondere una cultura ambientale fondata sul rispetto e la tutela dell'esistente e sul promuovere scelte, idee, comportamenti che riescano ad incidere concretamente e positivamente sul futuro di tutti.
Abbiamo un sogno: fare di Legambiente uno spazio aperto dove tutti siano protagonisti del cambiamento, per realizzare insieme un mondo diverso, un mondo migliore.


Per una riflessione sul Circolo Legambiente Azzaruolo sei invitato a partecipare all'assemblea che si terrà, presso i locali del Circolo, in piazza Federico II a Jesi, il giorno seguente:


domenica, 18 gennaio alle ore 10.00


Ordine del giorno dell'assemblea:
Relazione del presidente;
Relazione dei coordinatori di settore sulle attività 2008 e programmi 2009;
Presentazione ed approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;
Interventi e contributi dei soci per definire le iniziative del Circolo;
Elezione degli organismi statutari;
Varie ed eventuali.



NOTA BENE: Il seggio elettorale sarà aperto dalle ore 11.00 alle ore 12.30 (candidati sono tutti i soci). Il voto sarà espresso su una scheda dando un massimo di 6 preferenze.

martedì 16 dicembre 2008

Comunicato stampa su SADAM (08/07/08)


L'associazione è molto critica sul modo in cui Regione Marche e altri soggetti istituzionali hanno gestito la questione Eridania Sadam sia per la riconversione del sito di Fermo che per quello di Jesi non coinvolgendo minimamente le associazioni ambientaliste.
Dalle informazioni apprese dai giornali e pur consapevoli della situazione delicatissima per la chiusura degli zuccherifici Legambiente è particolarmente preoccupata perché:
1) La centrale a biomasse non aiuta il territorio e non risponde alle esigenze dell'agricoltura ma 'coltiva' il contributo pubblico importando la maggior parte della biomassa da bruciare. Infatti il progetto presentato dal gruppo Eridania-Sadam non segue le indicazioni del Pear perchè prevede l'importazione della maggior parte delle biomasse.
Secondo Legambiente il fulcro del Pear (che è anche la ragione per cui Legambiente continua a sostenerlo) sta nella filiera corta. Infatti la soluzione ideale per la nostra regione è quella di realizzare piccoli impianti distribuiti nel territorio che bruciano biomasse prodotte in loco sottraendo il meno possibile terreno al food (bruciando prodotti derivanti dalla manutenzione del patrimonio boschivo, dall'utilizzo della rotazione in agricoltura...) Questo disegno di riconversione importa invece quantitativi enormi di biomassa di dubbia provenienza, trascurando le conseguenze sociali ed anche economico-territoriali.
2) Teleriscaldamento industriale e civile per ridurrele emissioni nel territorio
Ritiene pregiudiziale, indipendentemente dalle dimensioni dell'impianto, che la Regione e gli enti locali esigano l'utilizzo totale del calore prodotto attraverso il teleriscaldamento ad uso industriale e civile (non come è accaduto fino ad oggi sia alla Turbogas di Jesi sia a Falconara all'interno della raffineria Api dove un quantitativo enorme di acqua calda continua a finire in mare).
Pertanto per Legambiente il calore prodotto dall'impianto deve essere totalmente utilizzato per aumentare l'efficenza e per ridurre le emissioni complessive nel territorio.
3) La centrale ricade nell'Aerca (Area ad elevato rischio di crisi ambientale)
L'impianto si colloca in un'area ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca) dove i livelli di inquinamento dell'aria quest'anno hanno già superato i valori previsti dalla legge. Quindi qualsiasi ulteriore impianto si andrà a collocare dovrà migliorare nel complesso la situazione e non appesantirla né sotto l'aspetto delle polveri sottili né sotto quello dell'inquinamento generale.

Legambiente chiede infine alla Regione di aprire sin da ora un tavolo di confronto vero con tutti i soggetti interessati, istituzionali e non (al contrario di quanto fatto finora) per discutere delle prospettive e soprattutto per confrontarsi sui progetti di riconversione (Jesi e Fermo). Questo tavolo dovrà avere tra i temi principali le politiche energetiche, biomasse comprese, per rendere questa regione sempre più indipendente dal petrolio e dalle fonti fossili, puntando in via prioritaria sul risparmio, sull'efficienza energetica e sulla produzione di energia attraverso rinnovabili, biomasse ecc.

LEGAMBIENTE MARCHE
CIRCOLO LEGAMBIENTE "AZZARUOLO"

Il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) punta a risparmio ed efficienza per raggiungere il pareggio nel comparto elettrico cera una produzione di energia elettrica distribuita e legata ad una cogenerazione. Quest'ultima riportata nell'accordo di riconversione produttiva (senza garanzie di realizzazione) ma non si capisce come potrà attuarsi visto che già l'acqua calda delle centrale Jesi Energia che veniva utilizzata soltanto nel periodo di piena attività dello zuccherificio.

Le biomasse di origine vegetale posso garantire un vantaggio significativo se produzione ed utilizzo sono concentrate nel raggio di qualche decina di km e inoltre se queste non tolgono terreno al food.
Mentre l'accordo di riconversione produttiva degli ex-zuccherifici marchigiani della Eridania Sadam prevede impianti di biomassa che andranno ad utilizzare olio importato. Da qui la necessità di realizzare un oleodotto di collegambiente tra Falconara e Jesi.

venerdì 14 novembre 2008

Imbrocchiamola


Sabato 15 novembre dalle ore 15.00 alle ore 20.00, in occasione della Settimana dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile promossa dall'UNESCO Commissione Nazionale Italiana e quest’anno dedicata al tema dei rifiuti, i volontari del Circolo Legambiente “Azzaruolo” saranno a Jesi in piazza della Repubblica per la campagna di sensibilizzazione all’uso dell’acqua del rubinetto denominata “Imbrocchiamola”.
“Imbrocchiamola” di Altreconomia e Legambiente ha l'obiettivo di informare sulla qualità dell’acqua dell'acquedotto, sensibilizzare all’uso per diminuire il consumo della plastica e aumentare l’attenzione verso questa risorsa a rischio.
A quanti sottoscriveranno presso il banchetto informativo del Circolo Legambiente “Azzaruolo” l'impegno ad utilizzare a tavola l'acqua del rubinetto sarà data in omaggio una bottiglia offerta dall'Azienda Multiservizi SpA, che gestisce il servizio idrico integrato in gran parte dei Comuni della provincia di Ancona.
L'Italia è il Paese in cui si ha il maggior consumo di acqua in bottiglia nel mondo con una media di quasi 190 litri a testa, il 65% della quale è commercializzata in bottiglie di plastica: circa 9 miliardi di bottiglie che ogni anno percorrono, soprattutto su camion, migliaia di chilometri contribuendo fortemente al riscaldamento globale del Pianeta. Solo nel 2006, per la sola produzione delle bottiglie c’è stata un'emissione di gas serra di circa 910mila tonnellate di CO2 equivalente. Ma anche la fase del trasporto dell’acqua minerale influisce non poco sulla qualità dell’aria: solo il 18% del totale di bottiglie in commercio viaggia sui treni, tutto il resto lo fa su strada. Secondo i dati forniti dall’associazione di categoria Mineracqua e dal Corepla, il consorzio per il recupero degli imballaggi in plastica, nel 2006 sono stati immessi al consumo circa 2,2 milioni di tonnellate di imballaggi plastici, di cui 409mila in polietilene tereftalato. Delle tonnellate di PET utilizzate per la produzione di bottiglie di acqua minerale solo il 35% di queste sono state avviate a riciclo.
Nel decennio UNESCO sull’Educazione Ambientale è importante sottolineare – ha dichiarato Leonello Negozi presidente del Circolo Legambiente “Azzaruolo” - che riducendo il consumo di acque imbottigliate scegliendo quella del rubinetto, si hanno evidenti vantaggi ambientali per la riduzione del consumo di petrolio, per la riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera, compresi i gas serra, per la riduzione della produzione di rifiuti con conseguente risparmio economico per la collettività. Per raggiungere questi obiettivi diventa strategico il ruolo dell'educazione, che con il suo apporto di competenze e consapevolezze può modificare atteggiamenti errati, la dove normative e sanzioni falliscono".